sabato 24 marzo 2018

ALTRO LIBRO SU SPINAZZOLA - CON INSUFFICENZA DI PROVE

Una voluminosa pubblicazione che ha la pretesa di tracciare la “storia” di una città, per convinzione del suo autore, può contenere un falso storico, un inconfutabile strafalcione?
Nel libro “Spinazzola Tra Passato e Presente ecc.” scritto da tale Giovanni Mercadante, commissionato dalla GIELLE Industries i cui proprietari hanno origine spinazzolesi, l’infondato si legge a pag13 li dove l’autore si avventura, senza cognizione di causa, nello scrivere del sito di Grottelline.
Un altro insediamento – scrive Mercadante- che ha destato l’interesse degli archeologi è quello di Grottelline, il cui sito è stato oggetto di attenzione negli ultimi anni sia da parte degli studiosi che della stessa popolazione locale alla preservazione. Mentre le istituzioni regionali hanno individuato in quella località una fossa per farla diventare una discarica.
Sulle inesattezze, circa la difesa del sito si può anche sorvolare. L’autore, bontà sua, regala a tutti la medaglietta da mettere sulla pettorina, mentre ben si sa a Spinazzola e non solo, che le cose, pur volendo fare carte false non sono andate così. Per erudire l’autore però una cosa va ribadita. Il sito in questione oltre ad essere di interesse archeologico, lo è anche sotto il profilo monumentale, paesaggistico, faunistico, storico, tanto che la Sovrintendenza da ultimo ha imposto un vincolo esteso su tutta l’area. Tanto per essere precisi.
Circa invece le cave in abbandono dove in passato si estraeva tufo, queste come l’autore sostiene non possono definirsi “fossa”, sminuendo la portata dello scempio, bensì per l'appunto CAVE di un milioncino di metri cubi. Ma sorvoliamo anche su questo.
L’autore si è guardato bene nel suo excursus dal dire CHI in regione caldeggiava la realizzazione dell’immondezzaio e degli impianti annessi per il loro trattamento. Quando c’era lui! Il Governatore Nicola Vendola (detto Nichi). Il quale firma il contratto di concessione per 17 anni dell’Ati Tradeco-Cogeam (Gruppo Columella per la Tradeco, 51 per cento Marcegaglia SpA e 49 per cento Cisa Spa).
Mercadante poi si è fatto prendere la mano ed ecco tirare fuori una falso che più falso non si può. Infatti scrive:
“Uno scempio che potrebbe inesorabilmente cancellare ogni traccia del passato. Fortunatamente, le acque si sono calmate e l’area, al momento, è stata risparmiata dai lupi dell’immondizia. Nonostante ciò, la pratica del sito indicato per la discarica fu presentata all’attenzione dell’ex Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, per una sua valutazione, il quale dette parere favorevole prima della caduta del suo governo dopo il referendum sulla Costituzione del 4 dicembre 2016”.


Bufala, fake news, puttanata. Area Calma? Ma dai Mercadante!
Renzi che di colpe ne ha tante, e mi sta anche sulle palle, sulla discarica che si voleva costruire a Spinazzola non si è mai espresso.
In vero solo i solerti funzionari della regione, non sapendo più dove sbattere la testa, vista la situazione di stallo del provvedimento e le pressioni di chi voleva realizzarla, dopo l’assedio contro la discarica a Grottelline da parte della stampa per dodici anni, i Comuni (Spinazzola e Poggiorsini), Associazioni Ambientaliste (Lipu e Legambiente), Provincia BAT, i sindaci della BAT, Ente Parco dell’Alta Murgia, tutti intervenuti dopo, molto tempo dopo la cronaca, decidono di mandare tutto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. All’insaputa (parole sue) del Presidente Michele Emiliano che prima di diventare tale era stato incaricato dal sindaco di Poggiorsini quale difensore di Grottelline.
Emiliano con il fiato sul collo in regione di Francesco Ventola (CoR) e Mario Conca (M5S) ritira il provvedimento l’ultimo giorno utile, con atto di giunta, da Roma.
Quindi il parere del Consiglio dei Ministri sul caso Grottelline non c’è mai stato.
Allora perché lo scrittore, con insufficienza di prove, tenta di azionare la macchina del fango, tentando di lasciare alla storia della città di Spinazzola la falsità del consenso di Renzi e invece nulla dice su chi ha fortemente voluto l’immondezzaio, nella sua città natale, Altamura?
Il libro, sfogliandolo, sembra di capire prosegue la sua analisi sui palazzi storici della città.
Speriamo che almeno questo sia un interessante viaggio, capace di andare oltre la bufala su Grottelline. Altrettanto interessante come la è senza ombra di dubbio, la Tesi universitaria scritta qualche anno fa da una laureanda di Spinazzola. Proprio sui palazzi storici della città.
Grande risorsa i giovani che amano il proprio territorio e la propria città sino a segnare il percorso dei propri studi senza la velleità di voler passare alla storia.

giovedì 19 ottobre 2017



I richiedenti asilo salutano e ringraziano Spinazzola, destinazione Bari





Gioia frammista ad emozione, lacrime tante. In otto dopo aver ottenuto il permesso di soggiorno, hanno lasciato il Centro Straordinario di Accoglienza (CAS) “Borgo Saraceno” di Spinazzola gestito dalla Società Cooperativa Sociale “Senis Hospes” su mandato della Prefettura Barletta-Andria-Trani per essere inseriti nel Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR). Servizio istituito dal Ministero dell’interno che in Italia gestisce i progetti di accoglienza, di assistenza e di integrazione dei richiedenti asilo a livello locale. Destinazione una città dell’area metropolitana di Bari.
Dopo tredici mesi dal loro arrivo a Spinazzola, segnati duramente dalla diaspora, sofferenze fisiche e psicologiche subite nella migrazione forzata, sono i primi otto ragazzi ad intraprendere un nuovo cammino che li porterà attraverso un progetto personalizzato, ancor più a pieno titolo ad essere parte della società italiana.
Il sostegno ricevuto nella struttura di Spinazzola di integrazione sociale, formazione culturale e lavorativa li ha accompagnati con serenità alla Commissione Territoriale di Foggia che ha esaminato la loro richiesta di protezione internazionale ritenendola degna di approvazione.
In questi mesi a Spinazzola hanno potuto seguire corsi di apprendimento della lingua italiana, di formazione come quello in agricoltura di base e tecniche agrarie organizzato in collaborazione con l’Osservatorio Migranti Basilicata. Sempre in agricoltura, oltre alle nozioni sul diritto nel lavoro in contrasto ad ogni forma di caporalato hanno partecipato ad un percorso teorico pratico nella coltivazione della Canapa industriale gestito dalla società Coltiviamo Cultura srl di Spinazzola. Laboratorio per la realizzazione di oggettistica in pelle e di Intercultura condiviso con gli ospiti di “Villa Saraceno” che si occupa di persone con problematiche psichiatriche.
Principalmente il volto e la partecipazione sentita di questi ragazzi in molti la ricorderanno per i concerti organizzati con l’Accademia Musicale Innocenzo XII, come anche per il Musical preparato per il ventennale dalla nascita del Gruppo Passione Vivente di Spinazzola ed in tante altre attività che li hanno visti protagonisti a partire da quella della realizzazione dei bardi di Natale per dare maggiore gaiezza ad una città che li ha accolti e che hanno sentito anche propria. Con questi ragazzi è nata la piccola redazione di “Terra Nostra” periodico multilingue che vuole parlare di immigrazione attraverso i diretti protagonisti.
Nelle loro prospettive ora la possibilità di nuova formazione per l’ingresso nel mondo del lavoro, accesso agli studi universitari grazie alla collaborazione intrapresa tra il CAS “Borgo Saraceno” e l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.
Questi primi ragazzi, altri dopo di loro, sono il segno evidente che altra accoglienza ed integrazione dei richiedenti protezione internazionale è possibile. Quella che punta a dare pari dignità ad ogni persona e ritenere ogni persona una risorsa importante per la società.
Le lacrime versate, gli abbracci trovano sintesi nel saluto da parte di ognuno di loro lasciato agli operatori del CAS “Borgo Saraceno” e ai tanti cittadini i quali hanno voluto esserci nel momento della loro partenza: ” che Dio benedica voi e tutta Spinazzola (aggiungendo) GRAZIE! “.