lunedì 13 giugno 2011

AMBIENTE
COLPI DI SCENA A RAFFICA - IL NODO DA SCIOGLIERE

Nei prossimi giorni il Comune dovrà decidere formalmente la fuoriuscita dall’Ato Ba/4
Rifiuti a Grottelline una storia senza fine
Spinazzola, mercoledì il tema in consiglio comunale
di Cosimo Forina
« Grottelline » , nuovo capitolo della storia senza fine. Questa volta scritto tra le dichiarazioni dell’ex sindaco Scelzi, l’annuncio della ripresa dei lavori dopo il secondo dissequestro da parte del Tribunale di Trani, la convocazione del consiglio comunale indetto dal neo sindaco Nicola Di Tullio per mercoledì 18 giugno per determinare la fuoriuscita del Comune dall’Ato Ba/4 dopo la sua prima partecipazione all’assemblea dell’Ato.
UNA DECISIONE «FANTASMA
Orbene nelle delibere dell’Ato Ba/4 pubblicate sul sito ufficiale non vi è traccia di richiesta e ratifica della fuoriuscita di Spinazzola dal Consorzio così come dichiarato da Scelzi. Ciò avverrà, se avverrà, con l’atto del Consiglio comunale salvo approvazione della Regione. Mentre nella delibera dell’Ato Ba/4 n.8 del 10 dicembre 2010 inerente una variazione di bilancio, si fa riferimento ad un incontro tenutosi alla Regione, ufficio Ambiente il 26/11/2010, in base al quale considerata la nuova legge regionale che passava le competenze alle Province sul controllo della gestione dei rifiuti, si disponevano gli atti propedeutici su di un eventuale uscita di Spinazzola e Minervino dal Consorzio. Questi i passaggi: «è certa la riparametrazione dell’ambito territoriale BA4 con l’esclusione dei comuni di Minervino e Spinazzola; che con l’uscita del Comune di Spinazzola dal Consorzio si dovrà procedere a ridefinire gli impianti a servizio dell’ATO BA4, visto che l’unico impianto complesso previsto nell’attuale Piano d’Ambito (Grottelline) non ricadrà più nel territorio di competenza; che nella seduta del 09/11/2010 l’Assemblea, confermando la ferma volontà di autodeterminarsi in merito alla definizione degli impianti di riferimento previsti nel Piano d’Ambito, ha incaricato il Segretario Generale di provvedere a predisporre quanto necessario per prevedere le modifiche da apportare al Piano d’Ambito in caso di formalizzazione dell’uscita dal Consorzio dei Comuni di Minervino e Spinazzola».
LA «FORMALIZZAZIONE
Quindi, qui ci sembra giusto sottolineare il passaggio della delibera: «in caso di formalizzazione». Con quella delibera si affidava all’esterno prevedendo una spesa di 50mila euro le attività necessarie alla definizione di varie ipotesi di localizzazione e strutturazione degli impianti a servizio del Bacino dell’ATO BA4. Incarico poi svolto dall’ing. Adriano Ostini compenso 16.200 e dal geologo Pasquale Lopresto compenso 14.400 più Iva ed oneri. I due tecnici individuavano per l’Ato come descritto nella delibera n.1del 15/4/2011 non la localizzazione dell’impianto di biostabilizzazione e discarica di soccorso già previsto a “Grottelline ” ma: «la realizzazione dell’impianto di Compostaggio e del Centro di raccolta, valorizzazione e stoccaggio della frazione secca, derivante dalla raccolta differenziata, in agro di Grumo Appula. Proprio nei giorni scorsi dal Comune di Grumo Appula all’Ato è pervenuto il diniego a realizzare impianti su suo territorio. Questi impianti erano tra l’altro stati aggiunti a quelli già previsti a “Grottelline ” mentre era in atto il primo sequestro da parte della Procura di Trani, pm. Michele Ruggiero. Grottelline, tranne che con le nuove decisioni della nuova amministrazione non sembra essere esclusa dall’utilizzo come discarica. Vero è che sempre dalla delibera del 15/4/2011 si apprende che su richiesta dei concessionari Ato Tradeco-Gogeam, pende presso la Regione il procedimento per il rilascio della
V.I.A. sulla proposta di variante al progetto presentata dal soggetto realizzatore” a “Grottelline”.
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE ALLA COMMISSIONEPARLAMENTARE D’INCHIESTA
Le perplessità espresse anche da Nichi Vendola
Cosa però fa ben sperare che si giunga ad una nuova perimetrazione dell’Ato Ba/4 e che Spinazzola e Minervino entrino a far parte, come previsto dalla legge regionale in materia di rifiuti, nel Bacino della Provincia di appartenenza portandosi dietro il proprio territorio e quindi anche Grottelline?
Oltre all’atto che si accinge a varare il nuovo consiglio Comunale, un recupero visto che l’amministrazione precedente avrebbe dovuto deliberare sin da novembre come indicato dalla Regione, l’opzione di scelta a quale Bacino aderire: Ba/4 o Provinciale, anche le stesse dichiarazioni rese dal governatore della Puglia Nichi Vendola alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse,febbraio 2011. Perplessità sulla localizzazione del sito, così Vendola: «bisogna sapere che nel piano che io ho ereditato la valutazione di impatto ambientale non si faceva a monte ma era prevista a valle, a valle delle localizzazioni, per cui potete immaginare che significa localizzare impianti complessi di rifiuti, per esempio, in un luogo che si chiama “Grottelline”. La parola avrebbe dovuto evocare qualche problematica geomorfologia visto che si chiama “Grottelline ” forse ci sono delle grotte. Ma siccome la valutazione di impatto ambientale non era prevista a monte ma era prevista a valle, io ho dovuto affrontare a valle tutti i problemi della localizzazione».
UN SITO INIDONEO
Le nuove perplessità del Presidente trovano pieno riscontro anche in quello che il Comune di Poggiorsini ha da sempre sostenuto, ovvero la inidoneità del sito. Sempre Vendola nella stessa audizione però aggiunse altro. Le sue parole impongono riflessione: «Il ciclo dei rifiuti è una forma di finanziamento inappropriata, come sapete illecita della politica ma è una verità, credo lapalissiana, una verità sotto gli occhi di tutti e le cointeressenze sono forti, così come si tratta di un territorio sempre a rischio di penetrazione mafiosa. La Puglia dal mio punto di vista nonostante la necessità di evidenze di tipo giudiziario, la Puglia non è esente da questi rischi». «Ci sono dei territori in cui si percepisce un clima di intimidazione e attorno ai rifiuti è difficile costruire una battaglia politica a viso aperto limpida e pulita, perché c’è un clima diciamo pauroso che mette paura questo è vero in alcune aree soprattutto della mia regione. Per me è importante dirlo non per creare allarmismo, ma perché tutti quanti possono tenere alta la guardia rispetto al rischio non c’è organizzazione mafiosa ormai che non ambisca a tracimare dai propri confini territoriali. La mafia non è più un problema territoriale e il ciclo dei rifiuti insieme ai sistemi di potere in sanità sono i luoghi di maggior capacità di drenaggio di risorse pubbliche e private. È una giostra di denaro di proporzioni ciclopiche e quindi sempre è attuale l’interesse delle organizzazioni criminali».

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